- Il 23 maggio 2026 un post pubblicato su X afferma che l’avvelenamento da arsenico presenta una sintomatologia identica a quella dell’Ebola, diffondendo la tesi che l’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo sia in realtà un avvelenamento causato dall’estrazione aurifera.
- È una notizia falsa.
- Diverse prove scientifiche dimostrano che l’epidemia di Ebola in Congo sia un fatto reale.
Il 23 maggio 2026 su X è stato condiviso (qui archiviato) un post in cui si afferma che «l’avvelenamento da arsenico presenta una sintomatologia identica a quella dell’Ebola». Al post è allegata anche una cartina in cui alcuni «focolai di Ebola 2026» (indicati in giallo) vengono sovrapposti alle «zone di alta esposizione da arsenico derivante dalle miniere d’oro» (in viola) nella regione nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo. Chi ha condiviso il post in analisi suggerisce quindi che non esisterebbe alcuna epidemia di Ebola, ma si tratterebbe in realtà di avvelenamento da arsenico legato all’estrazione dell’oro. Lo stesso contenuto è stato diffuso anche su Facebook.
È una notizia falsa.
Una sovrapposizione geografica tra miniere e focolai di Ebola esiste, così come la sintomatologia simile, ma questi fatti sono stati usati in maniera ingannevole online per sostenere la tesi complottista che l’attuale epidemia in Congo sia in realtà un avvelenamento da arsenico.
Il 15 maggio 2026, il ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato ufficialmente l’epidemia di Ebola nella provincia dell’Ituri, sulla base delle analisi di laboratorio condotte dall’Istituto nazionale di ricerca biomedica (INRB) del Paese, che hanno identificato il ceppo Bundibugyo del virus Ebola in 8 campioni su 13 prelevati da pazienti nelle zone sanitarie di Mongwalu e Rwampara. Il 17 maggio, l’Organizzazione mondiale della sanità ha elevato l’emergenza a urgenza sanitaria internazionale (PHEIC). In altre parole, il virus è stato isolato e identificato in laboratorio: non si tratta di sintomi generici che potrebbero essere confusi con un avvelenamento da arsenico.
A confermare l’infondatezza della tesi presentata nel post in analisi è anche la modalità di esposizione: secondo l’OMS, la principale via di esposizione all’arsenico è il consumo di acqua o alimenti contaminati. L’Ebola si diffonde invece attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di soggetti infetti. Come spiegato infatti dal professor Xavier Lescure, specialista in malattie infettive all’ospedale Bichat di Parigi, contattato dalla testata francese TF1 INFO, «nel caso dell’avvelenamento da arsenico, gli operatori sanitari non sono esposti. Tuttavia sappiamo da fonti assolutamente certe che tra i decessi confermati per Ebola c’erano operatori sanitari». Anche l’autista che aveva trasportato il primo paziente ricoverato a Kampala è risultato infetto: un meccanismo di trasmissione impossibile per un metallo pesante.
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