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La foto dell’incendio all’ambasciata USA a Riyadh causato da droni iraniani è falsa

La foto dell’incendio all’ambasciata USA a Riyadh causato da droni iraniani è falsa

5 marzo 2026
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  • In Rete circola la foto dell’ambasciata USA a Riyadh, in Arabia Saudita, in fiamme a seguito di un attacco durante l’escalation militare in Medio Oriente di inizio marzo 2026.
  • I danni reali dell’attacco non sono stati così gravi come mostrato nella foto in analisi.
  • L’immagine infatti è stata creata con l’intelligenza artificiale di Google.

Il 4 marzo 2026 è stata pubblicata su Facebook la foto di un edificio a due piani, circondato da un’alta recinzione e con la bandiera statunitense, che va completamente a fuoco, mentre alcuni vigili del fuoco tentano di domare le fiamme. Secondo l’autore del post, quella sarebbe «una base della CIA» all’interno dell’«ambasciata statunitense in Arabia Saudita» colpita da un attacco kamikaze iraniano.

L’immagine è stata creata con l’intelligenza artificiale.

Il 3 marzo 2026 l’ambasciata USA a Riyadh, in Arabia Saudita, è stata colpita da due droni, che hanno causato fumo e incendio nell’edificio. Alcuni testimoni hanno riferito a Reuters di aver sentito una forte esplosione e di aver visto delle fiamme nell’ambasciata, mentre il ministero della Difesa saudita ha dichiarato all’agenzia di stampa che l’entità dell’incendio causato dall’attacco con i droni è di «entità limitata». Al momento dell’attacco l’edificio dell’ambasciata era vuoto, e non sono state segnalate vittime.

La foto in analisi, però, non mostra l’ambasciata USA. Confrontando l’immagine con le foto e i video delle conseguenze dell’incendio verificati da media internazionali, si può notare come le mura della recinzione dell’ambasciata abbiano dei particolari differenti, e soprattutto che l’incendio non è stato di grande portata e i danni sono limitati. 

L’immagine condivisa su Facebook è stata generata tramite un software di intelligenza artificiale, come verificato tramite SynthID Detector, strumento Google che identifica la presenza di eventuali filigrane generate dagli strumenti di IA.

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