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Viviamo nel mondo di Polymarket

Le scommesse sulle guerre, la disinformazione, l’insider trading. Come una piattaforma di scommesse sull’attualità sta influenzando la nostra realtà

29 aprile 2026
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Un soldato statunitense coinvolto nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato arrestato lo scorso 23 aprile per aver utilizzato delle informazioni riservate sull’operazione per guadagnare più di 400mila dollari. Il suo nome è Gannon Ken Van Dyke e la piattaforma dove ha ottenuto la vincita è Polymarket.

Negli stessi giorni, il servizio meteorologico e climatico nazionale francese Météo France ha sospettato che qualcuno abbia manomesso con un phon i sensori per le rilevazioni della temperatura all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. Nei due giorni – 6 e 15 aprile – in cui sono stati registrati degli insoliti e improvvisi picchi di temperatura, uno stesso account di Polymarket ha guadagnato circa 34mila dollari dopo aver scommesso proprio sulla massima temperatura registrata a Parigi.

I due casi hanno quindi un elemento in comune: Polymarket, la piattaforma diventata presto la grande novità nel mondo delle scommesse, che rischia però di stravolgere la normale dicotomia tra scommessa e realtà.

Cos’è Polymarket

Polymarket si autodefinisce «il più grande mercato predittivo del mondo». È una piattaforma di scommesse fondata nel 2020 dall’imprenditore Shayne Coplan e permette agli utenti di scommettere su qualsiasi evento attraverso due token: “sì” e “no”. La somma del prezzo dei due token è sempre pari a un dollaro, e il singolo valore rappresenta la probabilità percepita che un evento possa accadere.

Polymarket ha raggiunto una visibilità globale durante le elezioni statunitensi del 2024, quando la piattaforma era stata utilizzata da molti osservatori come strumento alternativo ai sondaggi tradizionali. In quell’occasione gli utenti avevano speso 1,5 milioni di dollari scommettendo sulla vittoria di Donald Trump, contro 1 milione di dollari su Kamala Harris. 

La piattaforma non è l’unico mercato predittivo in crescita – c’è anche Kalshi –, ma è il più chiacchierato e osservato per la sua natura deregolamentata: qualsiasi utente può realizzare una scommessa su qualsiasi evento, in forma anonima. Le transazioni avvengono in criptovalute – attraverso la stablecoin USDC, emessa da Circle e ancorata al dollaro americano – e gli utenti possono guadagnare anche da eventi come elezioni, decisioni politiche, interventi militari e crisi internazionali

Guerre e politica: ogni evento diventa scommessa

In questo momento su Polymarket sono presenti eventi come il cessate il fuoco tra USA e Iran o una nuova, possibile operazione militare di Israele nel Paese. Una speculazione su crisi e guerre che portano con sé morti e sofferenze per milioni di persone.

Il nodo etico e morale è piuttosto chiaro: scommettere su eventi di questo tipo viene ritenuto riprovevole, soprattutto se a farlo può essere chi appartiene agli stessi ambienti che possono influenzare la probabilità che quell’evento si verifichi o meno. 

Ora con Polymarket la realtà rischia di capovolgersi, fino a svuotare di senso lo stesso concetto di conflitto di interesse: non ci si limita più a scommettere e osservare gli eventi, si può provare a influenzarli.

Il tema è piuttosto delicato e riguarda sempre di più anche le scommesse sportive: si stanno susseguendo numerosi casi in cui gli sportivi vengono bersagliati con insulti e minacce dagli scommettitori, spesso sui social. Capita di frequente nel tennis, come accaduto poche settimane fa alla tennista Lucrezia Stefanini. Nel caso di Polymarket, però, l’estrema vicinanza tra chi scommette e l’oggetto della scommessa è ben più rischiosa, dal momento che abbraccia temi come politica e guerre. Come riportato dal giornalista Valerio Bassan sulla newsletter Ellissi, ad esempio, il 10 marzo 2026 Emanuel Fabian, giornalista del Times of Israel, ha pubblicato una notizia riguardo l’esplosione di un missile iraniano in territorio israeliano. Il giorno successivo, diversi utenti hanno iniziato a chiedergli di rettificare la notizia, fino ad arrivare a esplicite minacce come «Se ci fai perdere 900.000 dollari, ne investiremo altrettanti per finirti». Il suo scoop era finito al centro di una scommessa milionaria su Polymarket, riguardo il giorno esatto in cui l’Iran avrebbe colpito Israele. Sul 10 marzo erano stati puntati ben 14 milioni di dollari.

Polymarket e la vicinanza agli USA di Trump

Diversi Paesi non permettono l’accesso a Polymarket, che oggi rimane comunque disponibile in più di 100 nazioni. In Italia il sito è accessibile ma non può operare legalmente, e di conseguenza gli utenti non possono piazzare scommesse. Per alcuni mesi era stato vietato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), successivamente è stato rimosso dalla blacklist ma non possiede comunque una licenza ADM.

Negli USA il suo utilizzo è accessibile a un numero limitato di persone: è in una cosiddetta fase di lancio e in questo momento è regolato da una lista d’attesa. Proprio nelle ultime ore, secondo Bloomberg, Polymarket sta cercando di ottenere il via libera dall’agenzia governativa statunitense Commodity Futures Trading Commission per rendere la piattaforma completamente fruibile anche dagli USA.

Inoltre, la piattaforma è ben vista dalla seconda presidenza di Donald Trump, sotto la quale diversi “broligarchi” della Silicon Valley ed esponenti dell’elitè di destra vi hanno investito centinaia di migliaia di dollari. Anche Donald Trump Jr. – il rampollo maggiore di una famiglia accusata dal senatore statunitense Bernie Sanders di cleptocrazia senza precedenti – ha investito in Polymarket con la società 1789 Capital di cui è partner, e siede nel suo advisory board. Un conflitto di interessi piuttosto lampante, dal momento che migliaia di eventi su cui si può scommettere dipendono direttamente dalle decisioni della presidenza Trump.

Come riporta la BBC, i più clamorosi esempi di sospetto insider trading su Polymarket riguardano – indirettamente – proprio gli USA dell’amministrazione Trump. Nel dicembre 2025, un utente ha creato l’account “Burdensome-Mix”. Il mese successivo, tra il 30 dicembre e il 2 gennaio, ha puntato un totale di 32.500 dollari sull’estromissione di Nicolás Maduro dalla carica di presidente del Venezuela entro la fine di gennaio. Di fronte alla cattura di Maduro, l’utente che ha investito ha vinto 436 mila dollari. L’uomo accusato di aver condotto questa operazione è Gannon Ken Van Dyke, un soldato delle forze speciali statunitensi coinvolto nella pianificazione e nell’esecuzione della cattura di Maduro e che aveva firmato accordi di riservatezza incentrati sulle operazioni. Van Dyke, che ora rischia fino a 60 anni di carcere, è stato arrestato e nelle scorse ore si è dichiarato “non colpevole” di fronte a un tribunale.

Il secondo caso risale al 28 febbraio 2026, quando sei account su Polymarket hanno vinto complessivamente 1,2 milioni di dollari dopo aver scommesso su un attacco degli Stati Uniti all’Iran entro il 28 febbraio. Uno dei sei account ha successivamente guadagnato ulteriori 163 mila dollari scommettendo su un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran entro il 7 aprile, annunciato da Washington e Teheran proprio quel giorno.

Anche Polymarket vive di disinformazione

Non ci sono solo le implicazioni etico-morali e la vicinanza agli ambienti trumpiani: Polymarket solleva diverse criticità anche in materia di notizie false. I mercati predittivi funzionano meglio in condizioni di incertezza: più un evento è imprevedibile, più è interessante scommettere a riguardo e, dunque, più è strategico alimentare tale incertezza.

Come riporta Axios, i prediction market sono un motore di disinformazione virale: l’approccio engagement-first, in particolar modo su X, ha portato l’account ufficiale di Polymarket a veicolare notizie infondate, diffondendo ad esempio falsità sulle politiche di Zohran Mamdani o false dichiarazioni di Jeff Bezos.

Un’analisi del New York Times di centinaia di post sui canali social di Polymarket mostra un pattern ricorrente di diffusione di informazioni false: ad esempio, quando le proteste antigovernative avevano travolto l’Iran a gennaio, l’account X di Polymarket aveva affermato che le forze iraniane avessero quasi completamente perso il controllo delle città Teheran, Mashhad, Shiraz. Un fatto mai accaduto.

Non è un caso che questo fenomeno si stia diffondendo sotto l’amministrazione Trump, un contesto politico che spesso utilizza la disinformazione come argomento politico. In questo senso, Polymarket non si limita a “prevedere” la realtà. Contribuisce a costruire un contesto in cui determinati eventi – crisi, escalation, scossoni politici, operazioni militari – diventano economicamente desiderabili per attori che possono operare in anonimo.

La nuova realtà di Polymarket

La disinformazione e la possibilità di scommettere su eventi potenzialmente influenzabili sono un autentico carburante per Polymarket. Le implicazioni etico-morali sono evidenti: probabilmente servirebbero rigide regolamentazioni – simili a quelle dei mercati finanziari, o all’articolo 61 dell’EU Financial Regulation che disciplina i conflitti di interesse nella gestione dei fondi dell’Unione Europea  – per tracciare meglio il confine tra un’innocua previsione e l’utilizzo di informazioni privilegiate.

Nonostante le sue criticità e il suo divieto di utilizzo in Italia, Polymarket continua a espandersi. La piattaforma si è recentemente integrata in un ambiente editoriale come Substack ed è arrivata a stringere partnership con realtà dello sport: una società calcistica come la S.S. Lazio, un broadcaster sportivo come DAZN.

Sono tentativi di normalizzazione significativi a fronte dei grandi temi che reca con sé: Polymarket è più di una mera piattaforma di scommesse e rischia di modellare la realtà a propria convenienza, almeno nel modo in cui oggi permette agli utenti di fruire della piattaforma.

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