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Non è vero che il presidente argentino Milei ha ordinato di cancellare tutti i simboli comunisti nel Paese

Non è vero che il presidente argentino Milei ha ordinato di cancellare tutti i simboli comunisti nel Paese

24 aprile 2026
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  • Circola su Facebook un video che mostra una persona cancellare con la vernice un murale con il volto di Ernesto ‘Che’ Guevara. Secondo chi l’ha condivisa la scena ritrae la decisione del presidente argentino Milei di cancellare tutti i simboli comunisti in Argentina.
  • È un contenuto fuorviante.
  • Il video mostra lo sgombero di un immobile a Buenos Aires deciso dal Comune. Inoltre, in Argentina a oggi non esiste alcuna risoluzione o regolamento che ordini la rimozione dei simboli del comunismo.

L’11 aprile 2026 su Facebook è stato pubblicato un video che mostra una persona cancellare con la vernice un murale con il volto di Ernesto ‘Che’ Guevara, leader marxista-leninista della rivoluzione cubana, disegnato sul muro di un edificio. 

Il filmato è accompagnato da questo commento, scritto dall’autore del post: «Il Presidente dell’Argentina Javier Milei ha ordinato di cancellare tutti i simboli comunisti in tutto il Paese».

È un contenuto presentato in maniera fuorviante, che diffonde una notizia falsa.

La clip in analisi proviene da un video (al minuto 00:34) pubblicato il 22 agosto 2025 su X da Jorge Macri, capo del governo della città di Buenos Aires. Nel post Macri spiegava che il video mostrava lo sgombero deciso dal comune di un immobile occupato da 12 anni dal Movimiento Independiente de Justicia y Dignidad (MIJD), gruppo politico di sinistra argentino, nel quartiere San Telmo della capitale argentina, perché utilizzato in modo improprio. La notizia dello sgombero e della pulizia dell’immobile è presente sul sito ufficiale del comune

Come ricostruito dai fact-checker argentini di Chequeado, l’informazione secondo cui il presidente argentino ultraliberista Javier Milei abbia ordinato di cancellare tutti i simboli comunisti del Paese è priva di qualsiasi riscontro. Ad oggi nel Paese, specifica sempre Chequeado, «non esiste alcuna risoluzione o regolamento che ordini la rimozione dei simboli del comunismo».

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